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Vino, Arte e Solidarietà 2007

pozzo

 Raccolta  fondi per la costruzione di  pozzi in Eritrea, attraverso la collaborazione con le Aziende vinicole albesi e la realizzazione di etichette d’autore

Premessa

L’Eritrea è un Paese del Corno d’Africa che si affaccia sul Mar Rosso .
È stata alla fine dell’800 e nei primi decenni del ‘900 una colonia italiana, ma nonostante ciò è una realtà geopolitica poco conosciuta dai più, che invece identificano il Mar Rosso con gli affollati centri di vacanze egiziani.
In Eritrea scarseggia tutto e la popolazione è in buona parte dipendente dagli aiuti internazionali.
L’acqua potabile è un lusso che nemmeno i centri abitati più grandi possono garantire in modo continuativo.
Gli eritrei come tanti altri africani dispongono mediamente di 10 litri di acqua al giorno per persona, nettamente inferiori ai 50 litri stabiliti come minimo essenziale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ai 250 che mediamente consumano gli italiani.
I cambiamenti climatici che sono in atto nel nostro pianeta aggravano la cronica carenza di risorse idriche, per cui si rendono necessari ed urgenti nuovi interventi per la fornitura di acqua, specialmente nelle aree rurali e più decentrate dei paesi sub-sahariani.

I membri dell’Associazione “Acqua per la Vita o.n.l.u.s.” dopo un viaggio in Eritrea nel 2004, in cui hanno potuto verificare la condizione di miseria della popolazione, hanno dato il via alla costruzione dei primi due pozzi nei villaggi di Hawatzu e Berenhet in collaborazione con i Clubs Rotary di Torino, Alba, Bra, Savigliano e Canale.
In questi anni hanno realizzato nel Paese altri interventi a favore di singoli e comunità in stato di bisogno, finanziando anche progetti nel campo dell’educazione scolastica e un progetto di riforestazione denominato “Cibo in cambio di alberi”.

 

Alcuni Dati sull’Eritrea

Superficie: 117.357 Km²
Abitanti: 4.298.000 (stime 2001)
Densità: 37 ab/Km²

Forma di governo: Repubblica
Capitale: Asmara (400.000 ab.)
Altre città: Massaua 35.000 ab.
Gruppi etnici: Tigrini, Tigrè, Hedareb, Afar, Bilen, Kunama e altri
Paesi confinanti: Sudan a OVEST, Etiopia a SUD, Gibuti a SUD-EST

Monti principali: Jabal Hamoyet 2780 m
Fiumi principali: Non esistono fiumi perenni
Isole principali: Isole Dahlak
Clima: Temperato - arido

Lingua: Tigrino, Arabo (ufficiali), Inglese, Italiano
Religione: Musulmana 50%, Copta, Cattolica, Protestante, Animista
Moneta: Nakfa dell'Eritrea

Il tipico villaggio eritreo dell’altopiano è mediamente abitato da 1000 persone; prima del recente conflitto con l’Etiopia, la popolazione era anche più numerosa, per la presenza di giovani e adulti che sono impegnati in un lunghissimo servizio di leva a causa della persistente situazione di tensione militare con la vicina Etiopia.
Le principali attività economiche degli abitanti sono l’allevamento (buoi e capre), l’agricoltura di sussistenza e il piccolo commercio (oggetti di artigianato ed alcuni tipi di ortaggi sono venduti ai mercati). I capi di bestiame sono abitualmente di proprietà degli abitanti.

La costruzione tipica è l’“edmo”, fatta di pietre e travi di legno con copertura in terra. Ogni edmo riunisce una famiglia costituita da una decina di persone.
Il reperimento dell’acqua potabile rappresenta uno dei principali problemi degli abitanti del villaggio: essi spesso attingono l’acqua da pozzanghere artificiali, poco profonde e fangose, che solo raramente sono alimentate da piccolissime sorgenti.
Il fatto più rilevante è che l’acqua contiene molte impurità e viene utilizzata senza essere sottoposta a filtraggio e bollitura.
Le conseguenze per la salute sono piuttosto gravi: la maggior parte degli abitanti delle aree rurali sono infatti affetti da “bilarzia” e “giardia”, due parassiti intestinali che recano seri disturbi, se non curati tempestivamente.
La guerra contro l’Etiopia ha considerevolmente peggiorato le condizioni economiche del Paese; la mancanza di uomini adulti e la siccità hanno danneggiato la produzione agricola locale. In questo contesto la disponibilità di acqua rappresenta pertanto un primo passo verso la riabilitazione economico-sociale dopo le difficoltà e i disagi vissuti durante la guerra. Inoltre, l’accessibilità alle nuove risorse idriche, aumentando le potenzialità dell’agricoltura, offrirà agli ex soldati (che torneranno alle loro famiglie a seguito della prossima smobilitazione) maggiori opportunità di reinserimento sia economico che sociale attraverso la ripresa dei lavori agricoli.

Vino, Arte e Solidarietà 2007

Il progetto nasce dall’urgente necessità di realizzare nei paesi dell’Africa sub-sahariana nuovi pozzi per lo sfruttamento delle falde idriche sotterranee a fini alimentari ed agricoli.

Abbiamo perciò ipotizzato, per attuare questo progetto,di rivolgerci ai produttori vinicoli della  area albese per “trasformare il vino in… acqua”, avvalendoci della collaborazione di vari artisti per la realizzazione di retro-etichette d’autore.

Strategia dell’intervento

L’intervento  coinvolge dodici prestigiose aziende  dell’ area  viticola del Barolo  e dodici artisti per la realizzazione di retro-etichette di autore.
Questi ultimi contribuiscono  al progetto devolvendo gratuitamente all’Associazione  le loro opere, mentre le Aziende vinicole destinano all’iniziativa i propri vini ad un prezzo…solidale.

Per la occasione i vini verranno  confezionati in cassette di legno recanti i nomi degli artisti e i loghi delle aziende vinicole partecipanti nonchè quello della Associazione promotrice.

Ogni azienda partecipa nella misura di una bottiglia per ogni confezione ed è abbinata tramite sorteggio ad un artista , autore della relativa retro-etichetta.

Questa operazione vede  coinvolti  anche grandi cuochi e  promotori vinicoli oltre a
 “punti Amici” che contribuiranno alla vendita del prodotto; il loro elenco verrà  comunicato anche attraverso i mass media  all’inizio dell’operazione.

In collaborazione la Agenzia Pubblicitaria Wellcom di Alba verrà organizzato, in concomitanza di un importante evento locale, quale la Fiera Nazionale del Tartufo, un Galà di presentazione e vendita ad un selezionato pubblico sostenitore.
Ulteriori eventi divulgativi dell’iniziativa benefica seguiranno nelle settimane successive in concomitanza con le Festività Natalizie.
La raccolta fondi durerà fino ad esaurimento delle confezioni.
Solo quando si potrà disporre della liquidità necessaria per il finanziamento dell’opera si individuerà, di concerto con i partner eritrei, la sede  di costruzione dei pozzi.

 

Soggetti coinvolti:

  • L’Associazione “Acqua per la Vita o.n.l.u.s.”

  • Le Aziende vinicole albesi :

Fontanafredda S.p.A
Serralunga D’Alba

OdderoPoderi e cantine s.s.a.
La Morra

Ceretto Aziende Vitivinicole
Alba

Vajra GD Az. Agr. di Vajra Aldo
Barolo fraz. Vergne

Poderi Marcarini
Az. Agr.
La Morra

Monfalletto Az. Agr. di Giovanni e Enrico Cordero di Montezemolo-LaMorra

Rinaldi Giuseppe
Az. Agr.
Barolo

Cavallotto F.lli
Castiglione Falletto

Seghesio F.lli
Monforte D’Alba

Borgogno Giacomo
& Figli
Barolo

Elio Grasso Az. Agr.
Monforte D’Alba

Cantine Vietti Castiglione Falletto

 

Gli Artisti:
    • Avalle Rosetta
    • Gallo Gianni
    • Carbone Luigi
    • Giacone Cesare
    • Del Bue Gianni
    • Nada Ugo
    • Bruschi Ivo
    • Berruti Valerio
    • Terreno Teresita
    • Zylka P. Peter
    • Daniele Bruno
    • Coco Cano
visualizzazione etichette:

 

 

 

 

Costruzione di un pozzo trivellato in Eritrea

Obiettivi

L’obiettivo primario di questo progetto è il miglioramento del sistema di approvvigionamento idrico attraverso la trivellazione di un pozzo, il posizionamento di una pompa sommersa, della fornitura di un generatore e di un adeguato sistema di distribuzione dell’acqua in fontane poste al centro del villaggio. Ciò permetterà agli abitanti del villaggio di attingere una quantità d’acqua sufficiente sia per le persone che per gli animali. Inoltre, l’utilizzo di una falda acquifera profonda consentirà una migliore qualità dell’acqua, con relativi effetti positivi sulla salute delle persone.
Tale intervento è importante anche perché questo sistema idrico potrebbe rappresentare il punto di partenza per l’irrigazione dei terreni agricoli prossimi con immaginabili ricadute sul piano alimentare ed economico.

 

Strategia di intervento

Il pozzo sarà costruito seguendo un modello tecnico già sperimentato con ottimi risultati.

Fasi preliminari

La località verrà scelta nel corso del progetto, quando si disporrà della somma necessaria per la costruzione del pozzo, di comune accordo con le autorità locali e con le priorità di fornitura dell’acqua. Le autorità del villaggio saranno successivamente coinvolte nelle decisioni riguardanti le modalità di costruzione e di manutenzione del pozzo.
Gli abitanti contribuiranno concretamente in termini di forza lavoro e di materiale di costruzione (pietre lavorate, pietre per la massicciata e sabbia) in alcune fasi della costruzione del sistema idrico e per certe parti dello stesso (basamento della cisterna, struttura delle fontane e abbeveratoio per gli animali).
Una particolare attenzione verrà poi data alla formazione di alcuni esponenti del villaggio per quanto riguarda la manutenzione degli impianti, sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello economico.

Ricerca dell’acqua

Un geologo specializzato, con esperienza nel campo, farà un test geo-fisico con lo strumento elettronico di conduttività sul posto.

Perforazione e costruzione del pozzo

Le precedenti esperienze nella costruzione di pozzi in Eritrea fanno supporre che la trivellazione potrebbe essere profonda tra i 45 ed i 60 metri. Ciò in quanto la prima falda freatica con acqua pulita è spesso posizionata a questo livello di profondità. Pertanto è necessario un equipaggiamento specifico per la trivellazione profonda. Una compagnia specializzata, sarà incaricata della trivellazione e della costruzione della parte interna del pozzo così come della sua parte esterna di superficie.

Sistema idraulico

Il sistema idraulico crea la connessione tra i 4 elementi principali della struttura di approvvigionamento idrico: il pozzo, la cisterna, la fontana delle persone e l’abbeveratoio per gli animali. Verranno seguiti alcuni criteri nella collocazione di questi elementi. Innanzitutto il pozzo deve trovarsi in posizione isolata e lontano degli altri elementi al fine di mantenere compatto, asciutto e pulito il terreno attorno al pozzo. In secondo luogo la cisterna dell’acqua sarà posta in una posizione piuttosto elevata in modo da poter poi distribuire da qui l’acqua alla più ampia estensione possibile del terreno sottostante, in vista anche dell’irrigazione. Infine la fontana e l’abbeveratoio saranno costruiti distanti l’uno dall’altra per evitare la presenza di deiezioni animali nei pressi delle fontane stesse.

 

Risorse fisiche ed umane

Equipaggiamento

  • 1 trivella;
  • 1 pompa sommersa da 5.5 KW  (7.5 cavalli);
  • 1 cisterna in lamiera da 4 mm (40.000 litri);
  • 1 escavatore per lo scavo di più di 2 Km dell’acquedotto dal pozzo alla cisterna;
  • 2 Km circa di tubo di polietilene da 2 pollici;
  • 1 generatore elettrico da 20 KW a tre fasi
  • equipaggiamento per il test di pompaggio di 24 ore con generatore su ruote, pompa sommersa e quadro elettrico per provare la quantità d’acqua trovata;
  • materiale per la costruzione della struttura per la distribuzione d’acqua: casetta di protezione del pozzo, casa del generatore e del quadro elettrico, gruppo/i fontane, basamento della cisterna (8 x 3.50 x 2.50 m) e abbeveratoio.

 

Risorse umane

  • 1 geologo con lo strumento di conduttività e la sua squadra;
  • 1 elettricista e un aiutante per l’installazione del generatore, quadro elettrico, pompa sommersa e sonde;
  • 1 idraulico per calare la pompa nel pozzo e connetterla a tutta la struttura di distribuzione (acquedotto, cisterna, fontane e abbeveratoio);
  • 1 muratore e 2 aiutanti;
  • 5 aiutanti manovali;
  • 1 operatore per l’escavatore;

Manutenzione e gestione del pozzo

Si troverà un bravo meccanico tra la gente del villaggio che si prenderà cura del generatore e della distribuzione dell’acqua.
Ogni tre anni la pompa sommersa e la condizione dei tubi verranno controllate.
Tutte le spese verranno addebitate al  “Comitato del Pozzo” che si organizzerà per vendere l’acqua ad un prezzo conveniente; con tale introito si copriranno spese varie, come gasolio, olio-motore, batteria, filtri vari, salario del meccanico e manutenzione del generatore.

Responsabili

Il Comitato del Pozzo assieme a tutto il villaggio sarà responsabile per la manutenzione e gestione del pozzo, nonché della vendita dell’acqua dell’acquisto del carburante e del materiale vario necessario per la manutenzione.
Verrà coinvolta la Don Bosco Technical School di Dekemhare ed il suo responsabile Don Angelo Ragazzo.

 

Realizzazione del progetto

Il progetto sarà completato in circa 60 giorni da quando verrà trovata l’acqua.

L’Associazione, anche attraverso le sinergie attuate in loco con la Don Bosco Technical School ed i suoi responsabili continuerà a seguire nel tempo l’evolversi della iniziativa.

 

Costo unitario del pozzo

tabella costi

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